LA NOSTRA AVVENTURA SI INFRANGE SUL MAURINA

Il Maurina Imperia vince al tie-break una gara incredibile per intensità ed emozioni in campo e si contenderà così l'accesso alle semifinali insieme al Volley School. Nei primi due set abbiamo assistito ad un S. Stefano timoroso e impacciato che ha subito, come nella gara di domenica scorsa, le battute e gli attacchi delle ospiti.
Ma proprio nel momento più difficile ecco che parte la rimonta delle padrone di casa che mettono in campo tutta la cattiveria e determinazione che hanno contraddistinto il cammino delle giovani rossoblu in questa stagione. I due set sono così rimontati e si va alla lotteria del tie-break dove si parte subito forte ma un filotto di errori in ricezione è purtroppo decisivo per il punteggio finale. I campionati giovanili sono così: incerti sino all'ultimo, un'ondata mista di gioie e delusioni che se metabolizzate bene sono da mettere entrambe nel bagaglio dell'esperienza e tenerle bene a mente nelle future battaglie pallavolistiche. Il responso del campo è sempre crudele e non ammette sfumature: chi ci crede di più, chi lotta di più, chi ha maggiore volontà di portare a casa la partita in questo giochino chiamato pallavolo riuscirà sempre a vincere. Se analizziamo l'intera annata il bilancio finale è positivo, è vero con qualche rimpianto ma pur sempre positivo. Ricordiamoci sempre da dove eravamo partiti dopo il cataclisma estivo e dove siamo arrivati: infatti qualsiasi formazione vincerà i regionali noi potremmo dire orgogliosi ad alta voce "..e noi siamo lì vicini" perché la differenza tra i futuri campioni regionali e il Volley S. Stefano sarà una differenza minima, una differenza che ci sta visto la carta d'identità e la pochissima esperienza delle giovani rossoblu, e questa differenza da Martedì ci vedrà all'opera in palestra per migliorarci di continuo e per poter dire il prossimo anno "..noi ci siamo ancora"! Un forte applauso quindi va rivolto alle ragazze di Caselli che si sono rese protagoniste di una lunga ed appassionante stagione.
Ci sono personaggi nel mondo dello sport che hanno descritto benissimo cosa si deve fare in questi casi. Uno di questi è il mitico Julio Velasco che chiamato in causa nel raccontare i momenti vissuti dopo la sconfitta dell'Italia nella finale Olimpica del '96 rispose così:

"Quando a noi ci capitò di perdere le Olimpiadi del ‘96 per due palloni, dopo tre ore e un quarto di gioco contro una squadra che nella fase a gironi avevamo battuto tre a zero, molti aspettavano di vedere che cosa avremmo fatto. E che cosa abbiamo fatto? Niente. Non abbiamo dato la colpa a nessuno, non abbiamo pianto nel senso di piagnucolare, perché abbiamo pianto da uomini e non abbiamo detto niente. Non abbiamo spiegato, arrampicandoci sugli specchi, abbiamo semplicemente detto “abbiamo perso”. Questo è saper perdere; non dire niente e prepararsi dal giorno dopo alle future battaglie, alle future sfide che lo sport - metafora di vita - ci proporrà."