E' MANCATA LA FORTUNA. NON IL CORAGGIO

Non è mai facile commentare a caldo un 3-0 che può sembrare una resa di fronte alla corrazzata S. Croce. Ed infatti la capolista pisana ha fatto il suo dovere mantenendo fede alla sua salda posizione di classifica ed al suo potenziale da categoria superiore. Detto questo rimane lo stesso l’amaro in bocca. Si perché nonostante la vittoria delle toscane sia limpida e meritata (niente da dire..) il Valdimagra può fortemente recriminare per alcune decisioni arbitrali che, magari non avrebbero cambiato l’esito della partita, ma sicuramente avrebbero dato maggiori chance al giovane sestetto rosso-blu di giocarsela fino in fondo. Si perché la pallavolo al giorno d’oggi “è un giochino strano” come dice coach Marselli e “fischiare o non fischiare una doppia piuttosto che vedere o non vedere una palla buona specie se in momenti decisivi del set cambia indubbiamente le carte in tavola”. E proprio questo si è verificato stasera al Palaquercia: interventi dell'arbitro genovese Alberto Zaia molto discutibili in fasi delicate del set. Questo non vuol mancare di rispetto alla vittoria di uno squadrone stellare come il Biancoforno, ma vuole semplicemente sottolineare come stasera il Valdimagra sentiva dentro di sé la possibilità di lottare fino all’ultimo e giocarsi le sue carte nel migliore dei modi. E comunque sia, nonostante le condizioni precarie delle rientranti Castellano e Magnelli, il Valdimagra ha costretto S. Croce a mettere tutto il suo repertorio tecnico e fisico per riuscire a metter palla a terra. Anche se il fatto di non aver potuto allenare a sufficienza il gioco nelle ultime due settimane, a causa di influenze di stagione e acciacchi vari, alla lunga si è fatto sentire. Un vero peccato perché ancora una volta, come sempre del resto, la partita era stata preparata benissimo dal punto di vista tattico; i pochi punti fatti dalle tre potenti bande ne sono una brillante dimostrazione. Ora c’è da riprendere la positiva marcia interrotta nei match con le due prime della classe. Partite che non hanno portato punti, anche se forse avremmo meritato qualcosa di più, ma che hanno dato la consapevolezza necessaria alla squadra di capire che ogni partita contro qualsiasi avversario è l’occasione buona per “scalare le pareti dell’inferno un centimetro alla volta”.